Presentazione FARA - Il nostro partner impegnato

FARA, che presto verrà rinominata IFARA, è un marchio malgascio impegnato che unisce artigianato, inserimento sociale e impatto locale.
Scopri la sua missione attraverso le immagini.

LA moda sostenibile, un imperativo, non un'opzione

Ogni anno vengono venduti nel mondo oltre 100 miliardi di capi di abbigliamento, indossati in media solo da sette (7) a dieci (10) volte.

Solo in Francia, nel 2019, sono stati immessi sul mercato 600 milioni di chilogrammi di vestiti. Eppure, l'industria tessile rimane uno dei settori più energivori, tra i maggiori consumatori d'acqua al mondo (3° dopo la coltivazione di grano e riso) e il più inquinante. Emette infatti 1,7 miliardi di tonnellate di CO2, ovvero circa il 2% delle emissioni globali di gas serra, ed è responsabile del 20% dell'inquinamento idrico dovuto alla tintura e al trattamento dei tessuti. Secondo il Water Footprint Network, per produrre un paio di jeans e una t-shirt, serve un (1) chilogrammo di fibre di cotone, pari a diecimila (10 000) litri d'acqua.

Di fronte a risorse naturali sempre più limitate e a un "giorno del superamento" che si verifica ogni anno sempre prima secondo il Global Footprint Network, il futuro del mondo tessile richiede riforme orientate verso uno stile più responsabile. In questo senso, il mercato dell'usato e della rivendita di abbigliamento, ovvero il "second hand", occupa ormai un posto considerevole nella società dei consumi, poiché rappresenta un modello economico più responsabile e attento all'ambiente. Questa alternativa, caratterizzata dalla sua etica e dai prezzi solidali, si unisce a una pratica già radicata nelle abitudini del continente africano. Effettivamente, da diversi anni, l'Africa è diventata il fulcro dei vestiti di seconda mano, come il Ghana, dove ogni settimana vengono immessi sul mercato della capitale 15 milioni di capi usati. Quanto all'invenduto, purtroppo finisce in discarica.

In Madagascar, il consumo di abbigliamento usato e stracci non è trascurabile. Secondo la Direzione Regionale delle dogane, nei primi dieci mesi del 2023 sono state immesse al consumo 44 400 tonnellate di vestiti usati. Questi dati illustrano l'importanza di tale settore nell'economia malgascia e l'urgenza di sviluppare pratiche più sostenibili per minimizzarne l'impatto ambientale.

Per lottare contro lo spreco di abbigliamento, la nostra linea di produzione si inserisce in un percorso di upcycling e propone prodotti e articoli alternativi sostenibili ed eco-progettati. Le nostre sarte artigiane ridanno vita al materiale finché ha potenziale, creando pezzi unici senza produrre nulla di nuovo, ma utilizzando le risorse disponibili.

 

Un impegno anche umano

Al di là dell'upcycling, IFARA porta con sé una dimensione sociale che mi sta particolarmente a cuore. Attraverso i suoi progetti, l'azienda contribuisce a valorizzare il lavoro di donne in situazioni di vulnerabilità, in particolare madri single e donne che hanno subito violenze di genere.

È stata anche questa dimensione umana a spingermi, attraverso Ikala Ngita, a sostenere la loro iniziativa riguardante le borse scolastiche.

 

Indossare FARA significa affermare la propria differenza, con stile e consapevolezza

FARA è molto più di un marchio di moda; è l'espressione di una generazione che osa distinguersi. Il nostro slogan, "La firma di una generazione unica", incarna la nostra volontà di creare pezzi che riflettano l'individualità di ciascuno e che si inseriscano in un percorso di moda responsabile.